THE HOLY DOG..Il
cane sacro

La sua gente è amichevole e cordiale. Alle regioni dominate in gran parte da montagne innevate fa da contrasto il grande deserto del nord, chiamato CHANG TANG con laghi salati, secchi e radi pascoli estivi. Il Tibet non beneficia dei monsoni, perciò a parte le vallate dei fiumi, si presenta come un paese secco e desolato.
Confina a sud con il Sikkim, il Buthan, il Nepal e l’India da cui è diviso
dalla poderosa catena Himalaiana; a nord est confina con la Cina e a ovest e
nord ovest con le montagne indiane del Kasmir.
Certamente i collegamenti con la Cina,sia pure attraverso l’antica e pericolosa via desertica , sono stati più facili e più praticati che non quelli verso il Sud e l’India. A est si trovano i ricchi pascoli delle provincie di Amdo e Kham mentre Lhasa, Gyantze e Shigatze sono collocate in verdi vallate su terreni fertili.
Sebbene molte vallate siano coltivate i tibetani sono
conosciuti
più come un popolo di pastori e commercianti di
bestiame che agricoltori.
La dieta tibetana si basa sulla TSAMPA, verdure,formaggio fatto con il latte di Yak e la poco nota bevanda composta da tè, burro di Yak e sale, molto rinfrescante.
Il lungo inverno rigido, con neve alta e freddo intenso rende difficile viaggiare lungo le ripide mulattiere di montagna, dove peraltro i passi posti ad alta quota, sono quasi impraticabili per la maggiore parte dell’anno.
Nelle aree desertiche spira invece un vento gelido d’inverno e caldissimo d’estate.
L’esistenza di un Regno del Tibet risale al Settimo Secolo, quando le diverse tribù furono unificate sotto un dominio personale. Nello stesso secolo si iniziava, per continuare fino alla metà del secolo successivo, la penetrazione del Buddismo indiano nel vasto altopiano.
Dopo lunghe guerre con i vicini cinesi, il Regno del
Tibet
si dissolse nel Nono Secolo, e quella parte del mondo
si isolò e si chiuse ad ogni influenza esterna, mentre
anche il Buddismo conobbe alcuni decenni di declino. 
Risale al Sedicesimo Secolo l’istituzione del DALAI LAMA (il Maestro la cui saggezza è infinita come l’oceano.trd), voce per metà mongola e per metà tibetana che testimonia l’avvenuta fusione delle due componenti. Dall’inizio del Diciottesimo Secolo il Tibet cadde sotto l’influenza dell’Impero Cinese, che tuttavia riconobbe l’autorità del DALAI LAMA.
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Dopo una effimera indipenza in seguito alla caduta della Dinastia Manciù (1911) il Tibet fu definitivamente occupato dall’esercito popolare dopo che (1949)la rivoluzione cinese giunse al potere.
Nel 1959 i cinesi repressero duramente una ribellione dei Tibetani contro il
dominio di Pechino e il DALAI LAMA, insieme ai sui numerosi connazionali, fu
costretto a prendere la via dell’esilio, che perdura a tutt’oggi.
La storia dei cani tibetani è ancora a tutt’oggi piuttosto misteriosa, documenti storici e artistici, miti e leggende si sovrappongono in modo tale da non consentire una ricostruzione certa del loro evolversi nei secoli.
Qualcuno sostiene che antichi ceppi furono fatti conoscere dai LAMA Tibetani ai visitatori reali della corte cinese e che costoro li avrebbero portati a Pechino nei viaggi di ritorno (ci sono sicure indicazioni per ritenere alcune razze cinesi frutto di antiche linee di sangue tibetane).
Tali scambi sarebbero potuti avvenire lungo la Via della Seta o su quel
segmento di essa che collega Lhasa a Pechino.
Nell’area conosciuta,con il nome di Phamir, dove convergono le montagne
dell’Himalaia, sorge la città di Kash cioè nella regione più occidentale
della Cina, circondata dal Tagikistan, dall’Afganistan e dal Pakistan.
Questa città nei secoli è stata un luogo di incontri di viaggiatori,
mercanti e rappresentanti di numerose culture e imperi. Cinesi,Indiani e
Tibetani si incontravano a Kashi per fare rifornimenti e ripartire con le
carovane verso l’est.
Probabilmente quindi i cani furono tributi dati in omaggio dai LAMA tibetani
ai rappresentanti dell’Impero Cinese a Kashi o in altri luoghi lungo la Via
della Seta.